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Operaclick Fabrizio Moschini

Giulio Pelligra è un Nemorino scenicamente goffo e tenero al tempo stesso, cantato con voce robusta e relativamente scura. La linea vocale è precisa e ben sfogata in acuto (in autunno il tenore debutterà come Arnoldo nel Gugliemo Tell). Pelligra sceglie infatti di inserire due do acuti ben eseguiti nel duetto con Dulcamarae, ma si fa apprezzare anche in una “Furtiva lagrima” interpretata con partecipazione. 

Opera Alessandro Mormile 

Il migliore è certo l’Alfredo di Giulio Pelligra, che si apprezza per la sicura linea di canto e lo schietto timbro tenorile. Qualche colore e sfumatura in più Sarebbero ottenibili; inoltre talune note, nei centri, risentono di una tendenza ad essere “gonfiate” più del dovuto, ma nel registro acuto mette a segno una puntatura acuta finale della cabaletta davvero ardita, risolta con squillo oltre che tenuta a perdifiato.

 

 

Simone Tomei 

Gliamicidellamusica

Plauso senza se e senza ma anche per il tenore Giulio Pelligra nei panni del subdolo Ghino degli Armieri; la sua voce ormai avvezza a questo repertorio belcantista trova il proprio naturale sfogo in questa scrittura nella quale riesce a mettere in luce un brillante squillo, una innata capacità di saper cogliere le ottime intenzioni, un elegante fraseggio e sicura intonazione; tali caratteristiche permettono a Pelligra di affrontare con sicurezza ruoli piuttosto impervi come questo, potendo “divertirsi” nel regalare una spettacolare esecuzione nelle difficili variazioni approntate nel da capo della cabaletta del primo atto, dopo l’aria di sortita Non può dirti la parola… mi volesti sventurato; encomiabile anche nella scena della morte nella quale ha saputo trasmettere un grande pathos con elegante ars scenica.

 

 

Operaclick

Fabrizio Moschini.

A partire dal Ghino di Giulio Pelligra, la cui voce non proprio enorme e un po' ruvida all'inizio della recita non tarda ad ammorbidirsi, permettendogli di mettere in mostra un appropriato stile da tenore romantico e una sicurezza spesso addirittura insolente in zona acuta, caratteristiche che gli consentono di cimentarsi in belle variazioni nel daccapo della cabaletta Mi volesti sventurato, opportunamente assecondate da Franklin.

 

 

 

Tuttomondonews. 

Luca Fialdini.

Parlando di brillantezza, non si può far altro che pensare al tenore Giulio Pelligra: tenore dotato di un timbro squisitamente cristallino, Pelligra è riuscito non solo a portare in scena un ottimo Ghino, ma anche a mettere a nudo la sua interiorità, creando un personaggio tanto interessante da un’ottica drammaturgica quando di sicuro impatto per quanto concerne l’aspetto musicale, riuscendo con la sua voce duttile a passare da tinte a dir poco fosche fino ad atmosfere eroiche, nella migliore tradizione ottocentesca.

 

 

Connessi all’Opera 

Filippo Antichi.

Giulio Pelligra veste i panni di Ghino degli Armieri con una voce chiara e potente. Lo strumento è molto corposo soprattutto in zona medio-alta, tanto da dispensare acuti ben emessi con una facilità invidiabile. Risulta poi efficace sia nei momenti concitati che in quelli più lirici, come la scena della morte che ricorda vagamente quella di Edgardo nella Lucia.

 

 

 

Toscana Eventi e news

Lisa Domenici

Intensa l’interpretazione e morbido il canto di Giulio Pelligra (Ghino ) “O Nello la Pia non è colpevole”, 

 

 

Delteatro.it

Silvia Poletti 

Di tutti il Ghino di Giulio Pelligra ha meglio risposto a queste attese, con una voce di tenore franca e squillante, che anche senza raggiungere la commozione a cui portava il pubblico Napoleone Moriani, il tenore “della bella morte” tra i primi interpreti dell’opera, ha comunque retto con onore una parte più impegnativa che remunerativa sotto il profilo dell’impatto, insolitamente riferita per il suo registro vocale al “cattivo” e non all’ amoroso della storia.

 

 

Kulturkompassed.com

Fabio Bardelli 

Tenor Giulio Pelligra as Ghino degli Armieri shows a quite interesting voice, at ease especially in the middle-high register, with a nice colour of voice and an appropriate phrasing. He went on growing in his performance always showing safety in singing.

 

 

Pensalibero.it

Stefano Mecenate 

Potente e chiara la voce di Giulio Pelligra, Ghino, che sa affrontare con uguale padronanza i vari momenti fino all’epilogo finale nel quale l’elemento drammatico è tenuto sotto controllo per non farlo scadere nella facile retorica pietistica

 

Opera 

Roberto Del Nista

Avevamo già ascoltato Giulio Pelligra (Lucca Pagliacci 2011) segnalandone le buone potenzialità: adesso è un Ghino dalla voce chiara, squillante e di controllato spessore; il Tenore ha buon squillo con portamenti sicuri oltre alla capacità di fraseggio morbido, impiegato con duttile facilità nei momenti lirici.

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